<div style="background-color: none transparent;"><a href="http://www.rsspump.com/?web_widget/rss_ticker/news_widget" title="News Widget">News Widget</a></div>
Seguici su Twitter
Seguici su Facebook
Abbonati ai nostri Feed
Vivere Portopalo – Libero Blog per Liberi Cittadini » Politica Locale » ANCHE A PORTOPALO UN CASO DI “EUTONASIA” POLITICA.

ANCHE A PORTOPALO UN CASO DI “EUTONASIA” POLITICA.

da vivereportopalo su venerdì, marzo 16th, 2018

Questa sera alle ore 20,30  Consiglio comunale (forse l’ultimo), per decidere sulla Mozione di Sfiducia e quindi la fine anticipata dell’Amministrazione Mirarchi e dei consiglieri.

Stanchi di un “male” chiamato “ Mirarchi”, dodici Consiglieri comunali, hanno deciso di non aspettare più la  fine naturale del mandato elettorale, nonostante svariate cure, non sono riusciti a sconfiggerlo, manifestando la volontà di staccare la “Spina” , secondo la normativa sulla “ Eutanasia Politica”

L’impossibilità di non potere tenere sotto controllo questo cosiddetto “male” , cominciato nel maggio del 2014 e combattuto con affanno da molto tempo, senza alcun risultato desiderato, dalla coalizione di “Progetto Comune ”, fino a quando, convinti, hanno deciso che: “ MUOIA SANSONE CON TUTTI I (NOI) FILISTEI”.

Dunque i vari gruppi di “Progetto Comune” , sentendosi ormai esclusi dal guidare la macchina amministrativa e privi di potere decisionali, sono arrivati alla conclusione di non voler più continuare , non potendo più rappresentare i propri elettori. Cosicché, per la seconda volta, il 2 marzo scorso, ma questa volta dodici consiglieri su quindici ( 7 ex sostenitori del sindaco e i 5 della minoranza) hanno presentato all’Ufficio Protocollo del Comune di Portopalo un’altra Mozione di Sfiducia al Sindaco Giuseppe Mirarchi.

Mentre il 5 maggio del 2014, Mirarchi venne eletto dalla maggioranza degli elettori di Portopalo, domani bastano soltanto dodici consiglieri, cinque di minoranza e sette della sua cordata per farlo decadere con una mozione di sfiducia.
Il principio che la sovranità appartiene al popolo, non si applica in caso di mozione di sfiducia, in quanto è il Consiglio comunale, mediante il voto di sfiducia, può far cessare dalla carica il Sindaco direttamente eletto dal popolo, poiché dalla sua approvazione ne consegue anche lo scioglimento del medesimo Consiglio ed il ricorso ad una nuova consultazione popolare che ristabilisca le forme della necessaria collaborazione fra i due Organi di Governo del Comune.

Molteplici sono le motivazioni descritte nella Mozione di sfiducia a carico del sindaco Mirarchi, ma tra queste parecchie sono quelle da addebitare anche al gruppo di Progetto Comune.
A sentire gli esperti la mozione di sfiducia al sindaco è scarna di riferimenti di sentenze e richiami alla normativa riguardante l’argomento.

Nella Mozione di Sfiducia occorre mettere in risalto non soltanto motivazioni di natura giuridico –amministrativa, e cioè riferita alle presunte conclamate inadempienze e violazioni rispetto al programma amministrativo di governo di Mirarchi, , ma maggiormente quello di carattere politico, basato sulla diversità di orientamento politico tra il sindaco e la maggioranza consiliare.

Come anche delle ripetute conflittualità tra la giunta ed il Consiglio comunale per il dissenso sulla gestione adottata dal sindaco. Ed ancora alla frantumazione della maggioranza che lo aveva sostenuto alle elezioni. Nonché al mancato raggiungimento del consenso della maggioranza dei consiglieri nell’approvazione degli atti dell’amministrazione, mediante bocciature o mancanza del numero legale.

In paese si nota un diffuso smarrimento ed è sempre più dilagante il sentimento che prova la gente per una politica che è in perenne stato litigioso.
Questi sono i sintomi di una politica malata che pare predilige l’utile al giusto, incapace di esprimere sentimenti e di tradurli in azione di politica concreta, una politica che non parla al cuore della gente, sconoscendo le proprie aspettative.
La mia attenzione si sposta prima di tutto sul Consiglio Comunale, ridotto oggi a luogo di ratifica di atti e di decisioni prese “altrove”.

Il Consiglio deve svolgere il suo ruolo di indirizzo politico e di controllo dell’attività amministrativa, con autorevolezza, nel rispetto delle loro competenze e dei diritti della minoranza.
Il fallimento politico-amministrativo dei capigruppo di “PROGETTO COMUNE”, di voler amministrare la comunità portopalese condizionando le loro richieste, ormai era evidente a tutti.  Avevano formato gruppi di interessi con persone di diversa coltura politica e comunque per vincere le elezioni comunali. Ma pare che siano rimasti delusi per la loro incapacità a sottomettere “Il Comandante” Mirarchi.

Per amministrare una comunità occorre essere persone appassionati alla politica, follemente innamorati del proprio paese da curare e gestire democraticamente.
Santino Quartarone

 

Condividi su Facebook
Condivi su Twitter

Un commento to “ANCHE A PORTOPALO UN CASO DI “EUTONASIA” POLITICA.”

  1. Maria Dimartino scrive:

    Non mi occupo di politica, ma da semplice cittadina prendo atto, ogni giorno, anche a livello locale della idealizzazione sempre più estrema del concetto di democrazia, lontana dall’applicazione reale alla politica concreta.
    Il discorso di Pericle agli Ateniesi sulla democrazia(riportato da Tucidide, in guerra del Peloponneso) è una descrizione superba di come una nazione possa vivere garantendo la felicità dei propri concittadini, lo scambio di idee, la libera deliberazione delle leggi, il rispetto delle Istituzioni e dell’educazione, la tensione verso l’uguaglianza.
    In un passo di questo discorso si legge:”E ci è stato insegnato anche di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso”. Niente di più attuale.
    Da molto tempo la democrazia non è più la selezione dei migliori. La politica è diventata uno strumento nelle mani di “pessime” classi dirigenti per la formazione di gruppi di interesse in perenne lite e con il complesso di Erostrato, incapaci di dare risposte agli individui e alla collettività e di scegliere secondo meritocrazia, competenza, arte, cultura e e nel rispetto delle leggi e del prossimo. Oggi, in questa società dell’apparenza, l’ambizione sfrenata e la prepotenza hanno preso il posto dell’umiltà e dell’educazione.
    E’ vero Signor Quartarone, la politica dovrebbe essere una passione, ma soprattutto a livello locale dovrebbe esprimere l’amore per il proprio territorio. Gli amministratori, in primis, dovrebbero essere capaci di instaurare con gli amministrati un rapporto preferenziale a livello empatico.

Lascia un commento