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Vivere Portopalo – Libero Blog per Liberi Cittadini » Politica Locale » PORTOPALO: CRISI PROFONDA NELLA MAGGIORANZA – MIRARCHI VERSO LA SFIDUCIA? Il sindaco ha messo tutti su una strada senza ritorno -L’azzeramento della giunta è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

PORTOPALO: CRISI PROFONDA NELLA MAGGIORANZA – MIRARCHI VERSO LA SFIDUCIA? Il sindaco ha messo tutti su una strada senza ritorno -L’azzeramento della giunta è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

da vivereportopalo su mercoledì, marzo 8th, 2017

Ieri sera altro Consiglio comunale all’insegna degli insulti e della cattiva politica. Maggioranza frantumata, Minoranza spaccata. Presidente del consiglio della minoranza: Portopalo in una giungla politica mai vissuta.
il Consiglio comunale era stato convocato dalla nuova presidente per discutere, tra gli altri, due importanti punti all’o.d.g. :
-L’approvazione del Piano Operativo di organizzazione delle società partecipate;
-Presa d’atto dei rilievi sollevati dalla Corte dei Conti e adozione delle misure correttive.

Presenti in aula 11 consiglieri, di cui i 3+ 2 della minoranza (sulla carta) e i 4 + 2 della maggioranza (sulla carta). Assenti 4 consiglieri: Cristina Litrico, Rachele Mauceri, Micieli Rossella e Mario Luciano.

Questi punti, necessari ad essere approvati, non sono stati trattati per il venir meno del numero legale. Verso le ore 23 abbandono l’aula i consiglieri Corrado Scrofano, Mary Lupo, Giorgio Chiaramida e Gianni Drovetti. Tutto rimandato a nuova convocazione del Consiglio.

Ma andiamo con ordine, aperta la seduta l’ex assessore Gaetano Gennuso chiede di prendere la parola ed il presidente del Consiglio, Loredana Baldo glielo permette, pur non avendone titolo.
Pensavo ad una riconciliazione dopo la spaccatura della maggioranza avvenuta in conseguenza della revoca delle deleghe di assessore a lui stesso ed al consigliere Drovetti.

Il suo discorso, invece, è apparso politico e di ego . Il colpaccio dell’amico Mirarchi non se lo aspettava . Gennuso ha ricordato al “caro amico Mirarchi”  che non ha rispettato gli impegni, presi non con carta scritta, ma con la stretta di mano.

Accordi, pare, che Mirarchi non abbia rispettato. Gennuso parla di “colle” e di “letto” dove, da adesso, non c’e più posto.
Continua il suo discorso con il nodo in gola, non per l’emozione, ma perché si è sentito pugnalato alle spalle, non dal Sindaco Mirarchi, ma dall’amico Miirarchi.

L’esclusione dalla Giunta di Drovetti,  Gennuso e  Lentinello, è stato un atto di rottura che si è consumato per esclusiva responsabilità del Sindaco, affermano gli amici di “Progetto Comune”, sia per il metodo che per il merito.

Il ritiro delle deleghe è avvenuto in maniera improvvisa, senza comunicazione diretta né confronto con gli interessati, né con la forza politica che lo ha espresso ed indicato. Altri sono ancora in attesa di esser messi a conoscenza delle “Vere” motivazioni che hanno condotto a tale decisione.

Ancora una volta, afferma, una ex sostenitrice , l’ennesima, il Sindaco ha ritenuto di poter assumere decisioni senza confronto con Assessori, Consiglieri, Capogruppo e collaborati; cioè senza coloro che hanno sostenuto in maniera determinante la sua elezione a Sindaco.

Il sindaco Mirarchi può contare, attualmente, su una maggioranza di 3 consiglieri: Burgaretta,Chiavaro e Micieli: numeri che parlano da soli e che fanno comprendere quando il mandato di Giuseppe Mirarchi sia legato ad un filo.

Qualcuno giura che i consiglieri comunali di “Progetto Comune” stanno già pensando ad iniziative clamorose, anche se il percorso che si intravede sembra piuttosto difficile: prima la sfiducia nei confronti di Mirarchi e poi il ritorno alle urne
.
Il discorso di Gennuso per alcuni è stato considerato un atto di rottura, un punto di non ritorno dal quale sarà difficilissimo poter ricominciare. Il paragone del fiume in piena che può trascinare anche coloro che stanno in alto, n’è la conferma.

Le reazioni del sindaco non si sono fatte attendere. Il suo intervento è stato imperniato come sempre e principalmente sulla persona. Sulla mozione di sfiducia Mirarchi è pronto a dare battaglia, invitando Gennuso a “ non molestare il cane che dorme”.

Insomma, dire che il clima è rovente, è usare un eufemismo. Nei prossimi mesi, se la mozione porterà alla sfiducia, i cittadini di Portopalo potrebbero assistere ad una delle campagne elettorali più “sanguinarie” della storia del comune.

Per spiegare lo strano momento che sta attraversando la politica nel comune di Portopalo, pare, che i consiglieri di “Progetto Comune” hanno pensato di prendere penna e scrivere a cittadini ed elettori i motivi della fine di un “amore”, quello con il sindaco Giuseppe Mirarchi.

Per concludere, vorrei però far presente che la parola “politica” deriva dal greco “polis” che significa più o meno: governo della città. Città intesa come una comunità di persone. Quindi governo di tutti e non di alcuni! Ricordiamoci, inoltre, che la forma più avanzata della “polis” è la “democrazia”, cioè il governo del “popolo”. All’opposto dell’ oligarchia che è il governo di pochi.

Comunque, Mirarchi non è uno sprovveduto. Però mi chiedo, perché ha buttato fuori o lasciato andare via dalla maggioranza sette consiglieri su dieci e fatto rientrare i due ribelli. Quale è la sua strategia.
07-03-2017
Santino Quartarone

 

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Un commento to “PORTOPALO: CRISI PROFONDA NELLA MAGGIORANZA – MIRARCHI VERSO LA SFIDUCIA? Il sindaco ha messo tutti su una strada senza ritorno -L’azzeramento della giunta è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.”

  1. emilio gregori scrive:

    Strani amori. Quando definisci i tre consiglieri di maggioranza, fai un errore. Essi sono di più in qualsiasi amministrazione, anche in parlamento. Quando l’opposizione puo’ coglierne l’occasione, ne approfitta immediatamente. In paese non e’ così, strani amori tengono in vita l’amministrazione. Se a Medjugorje, la Madonna non appare più, ella si prodica a Portopalo, magari con qualche involucro da supermarket per i piu’ poveri, con il senso di responsabilità ritrovato dietro al notevole compenso. Lei balla di qua o di là, sorride, attenta scruta, smaniosa e smorfiosa quando serve. Attenta però, a volte i miracoli sono solo un pregiudizievole senso di smania per qualcosa che solo con l’inganno si tenta di ottenere. Ma come sai madonnina, questa volta anche brutta e mai carina, i conti si fanno alla fine.
    Emilio Gregori

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