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PORTOPALO: IL DODICESIMO CONSIGLIERE E’ RITORNATO. PRESENTATA LA MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO IL SINDACO MIRARCHI.

da vivereportopalo su lunedì, ottobre 2nd, 2017

 

 Il gruppo dei sette consiglieri di maggioranza di  ”Progetto Comune”  nonché  la minoranza consiliare  che hanno aspettato con ansia il ritorno  a Portopalo del consigliere Mariano Luciano (da parecchi mesi all’estero per motivi di lavoro), oggi, hanno presentato all’ufficio protocollo del Comune la Mozione di Sfiducia contro il Sindaco Giuseppe Mirarchi per  discuterla  in Consiglio comunale.

Se questo documento, che verrà trattato a breve termine in  Consiglio comunale,  in caso dovesse ottenere i voti di almeno 12 consiglieri farebbe decadere sindaco, giunta e lo stesso Consiglio comunale. In parole semplici  tutti andrebbero a casa  e Portopalo andrebbe amministrato da un commissario.

Colpo di scena, i conti non tornano. Ma come,  si è tanto attesa la venuta dell’assente Luciano per arrivare al quorum dei dodici Consiglieri, necessario per sfiduciare il sindaco Mirarchi ed invece sono   undici i firmatari della mozione di sfiducia.

Comunque i firmatari della Mozione di Sfiducia al Sindaco sono: 1) Giovanni Drovetti,  2) Rachele Mauceri, 3) Corrado Scrofano, 3)  Cristina Litrico, 4) Giorgio Chiaramida, 5) Mary Lupo, 6) Mariano Luciano (maggioranza), 7) Salvatore Nieli, 8) Paolo Campisi, 9) Rachele Rocca, 10) Edmondo Pisana (minoranza).

Non hanno sottoscritto la mozione di sfiducia, il presidente del Consiglio comunale,  Loredana Baldo, consigliere di minoranza, ed i consiglieri di maggioranza Ornella Burgaretta, Rossella Micieli e Giovanni Chiavaro. 

Ma quali sono i motivi che gli undici consiglieri hanno scritto nella mozione di sfiducia. Alcuni che sono citati nella premessa del documento di sfiducia sono “che il comportamento del sindaco Mirarchi, sin dall’insediamento, ha costituito una gravissima inadempienza delle fonfamentali regole di imparzialità, efficacia, correttezza, efficienza, buon funzionamento dell’amministrazione pubblica, buona gestione politica amministrativa, nonché gravi inadempienze programmatiche.”

 Ed ancora “che l’Amministrazione Mirarchi ha già ampiamente disatteso le vane speranze dei portopalesi ed essere destinata, nella situazione attuale (senza un gruppo coeso di maggioranza), ad essere ancora definitivamente inadempiente, come l’esclusione di importanti linee di progettazione legate ai fondi europei per la  riqualificazione del centro urbano (€ 1.500,00) e fondi per gli interventi sulla scuola  ( € 250,00).

“Gravi mancanze nella gestione rifiuti il cui conferimento non sarà più possibile attuare se non verranno onorati i debiti pregressi. Il sindaco non ha fatto altro che spendere in maniera forsennata, ad esempio per il rinnovo della segnaletica stradale”.

Pertanto, ritengono che,  “a questo punto, la permanenza nelle funzioni di Sindaco e della sua giunta comportano esclusivamente una situazione di stallo”,  chiedono al presidente del Consiglio di  convocare immediatamente il Consiglio comunale per discutere la mozione di sfiducia contro il Sindaco.

Il sindaco Mirarchi  venuto a conoscenza della mozione di sfiducia, informa con un messaggio  i propri contatti, senza darne alcuna importanza, limitandosi a dichiarare che i firmatari sono undici e che coloro che non hanno firmato sono quattro, scrivendo nome e cognome di tutti.

Inoltre informa, come per dire  di stare tranquilli, “Affinché la mozione possa passare in consiglio comunale, il giorno in cui verrà discussa, necessitano 12 voti favorevoli. Quindi pare che non ci sarà il dodicesimo consigliere che voterà contro di lui  la mozione di sfiducia.

Ma questi undici consiglieri qualora non si raggiunga il quorum per approvare la mozione di sfiducia, potranno rifarsi bocciando il bilancio di previsione 2017,  in corso di formazione. Quindi, un’arma in più per fare cessare dalla carica il primo cittadino.

Siccome la mozione di sfiducia deve essere ” ben motivata”, anche il sindaco Mirarchi, qualora venisse sfiduciato, ha un’arma di difesa, può proporre ricorso al Tar, per mancanza di motivi validi riconducibili ad una sua effettiva responsabilità.

L’ approvazione della mozione di sfiducia al sindaco comporta non solo la cessazione della carica di quest’ultimo, ma anche il cosiddetto “effetto Sansone”, vale a dire il contemporaneo scioglimento del consiglio.

Portopalo 2 ottobre 2017

Santino Quartarone

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