GLI OPERATORI TURISTICI DICONO NO ALLA TASSA DI SOGGIORNO.

da admin su venerdì, 27 Luglio, 2012

Anche a Portopalo si parla e si scrive che il Comune ha istituito la tassa di soggiorno, coloro che devono pagarla saranno gli ospiti (turisti) che alloggeranno nelle strutture ricettive, sia esse alberghiere che extralberghiere (hotels – affittacamere – b. & b. – case vacanze – appartamenti per ferie – campeggi – agriturismi – villaggi).

Balzello voluto e proposto dall’assessore al turismo agli operatori di categoria, intervenuti nella riunione di giovedì 12 luglio presso la sala consiliare del Palazzo comunale di via Lucio Tasca, invitati per parlare di sviluppo turistico del nostro territorio.

La scorsa settimana, diversi albergatori, mi hanno contattato telefonicamente, per aver notizie su questa tassa di soggiorno. Era evidente la rabbia, ma sembravano più spaventati per aver appreso da un quotidiano, che il Comune di Portopalo aveva già istituito la famosa tassa di scopo.

Con la recente legge sul federalismo fiscale, precisamente il D.L n. 83 del 2011, è stata data facoltà ai comuni, presenti negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte, di applicare una tassa di soggiorno o tassa di scopo, che va dai 50 centesimi ai 5 euro a notte, a carico di chi alloggia fuori dalla propria città di residenza e dei turisti stranieri. Ogni Comune con deliberazione approvata dal Consiglio può decidere, autonomamente, sull’ammontare del contributo, le esenzioni e il periodo di applicazione nel proprio territorio.

La tassa dovrebbe essere pagata all’interno delle suddette strutture ricettive e gli introiti andranno nelle casse dei Comuni di appartenenza, i quali dovrebbero destinarli a finanziare interventi in materia di turismo e recupero di beni culturali e ambientali.

Sono troppi, però, i Comuni che non utilizzeranno gli introiti della tassa di soggiorno per finalità turistiche. Ci sono comuni, infatti, che propongono di destinare l’imposta per realizzare spettacoli, altri pensano alle spese correnti, ai costi di gestione dell’Amministrazione stessa e al ripianamento del bilancio.

Quindi anche a Portopalo, località turistica, si è pensato di introdurre tale tassa, abolita nel lontano 1991, che in teoria dovrebbe entrare in vigore il prossimo anno, se verrà approvato il relativo regolamento d’istituzione da parte del Consiglio comunale.

E’ chiaro che gli scopi non possono che essere strettamente correlati al settore del turismo, in un paese riconosciuto località turistica e ad attività prevalentemente turistica.

La tassa di soggiorno rappresenterà sicuramente una penalizzazione del settore turistico: i gestori delle strutture ricettive svolgeranno, infatti, il ruolo di sostituto di imposta anche a danno della propria immagine; praticare un aumento, anche di pochi euro, potrà comportare contestazioni da parte degli stessi; un aumento della singola tariffa, benché giustificata dalla tassa di soggiorno, non sarebbe compreso anche dal turista che viaggia individualmente.

L’istituzione della tassa di soggiorno a Portopalo, sicuramente creerà una non corretta concorrenza tra i comuni viciniori che riterranno di non volerla applicare.

La situazione sembra, secondo me, piuttosto eterogenea. La motivazione è riconducibile alla “mancanza di un regolamento nazionale che ha dato ai Comuni facoltà di fare quello che riteneva più utile per risanare il proprio bilancio” –. Ogni comune ha infatti l’autonomia – con proprio regolamento municipale – di stabilire esenzioni e tariffe per singolo pernottamento.

Stando così le cose, l’unica speranza è che le risorse economiche che derivano dall’imposto siano effettivamente utilizzate per incentivare il turismo, anche se un operatore turistico , sulla tassa di soggiorno, non sembra essere convinto. “ Chi mi garantisce che il Comune utilizzerà gli introiti della tassa di soggiorno per finalità che riguardino lo sviluppo turistico?”.

“Ci sono comuni che propongono di destinare l’imposta alle spese correnti”. C’è chi ha pensato persino a “mantenere” in seno alla stessa amministrazione quote degli introiti della tassa di soggiorno per la gestione della medesima. Dopo il danno, anche la beffa” – ha dichiarato un altro albergatore.

Pertanto, il confronto con gli operatori turistici, e quant’altro, è fondamentale per l’individuazione di un progetto accettato e condiviso, che regoli i termini di applicazione di tale tassa e l’impiego dei proventi a favore del settore, specialmente, nei momenti di scarsa affluenza di turisti.

Inoltre, sarebbe opportuno dare prova ai turisti, visitatori, ai gestori delle strutture e al paese tutto di quanto si andrà a realizzare con detta tassa di scopo, con l’obiettivo di rendere accettabile e comprensibile la motivazione della tassa stessa, dando evidenza di come tali somme siano state spese, rendendo trasparente e non generica la finalizzazione delle stesse.

Un esempio potrebbe essere esporre nelle strutture turistico-alberghiere quanto realizzato con la tassa di soggiorno, nell’ottica della trasparenza, ma sempre all’insegna di una grande concertazione che dovrà avvenire con la condivisione di tutti gli operatori turistici, le forze sociali, associazioni e di tutti coloro che svolgono l’attività ricettiva non in regola, in quanto tale ulteriore sacrificio richiesto non può essere imposto soltanto a chi regolarmente svolge la propria attività.

“Serve a monte una strategia che guardi allo sviluppo del paese e non a tassare i soggetti economici volano dell’economia turistica, utilizzandoli come sostituti d’imposta”, afferma un ex titolare di campeggio.

Per cui, pur consapevoli che qualche albergatore di Portopalo, ha mostrato di essere favorevole all’introduzione di questo balzello, convinto che lo faranno partecipe a gestire la tassa, Salvatore, titolare del B.&B “Aquila Reale” e altri albergatori ribadiscono, invece la loro contrarietà, “perché sia chiaro che questa scelta viene fatta sulla testa delle aziende e del turismo”.

“Prima si rendano fruibili i beni culturali, storici e archeologici che Portopalo possiede, nonché si creano idonei servizi per l’accoglienza del turista che in questo paese assolutamente mancano”

Ritengo che senza un tavolo che elabori nuove e continue proposte di azioni da intraprendere non si va da nessuna parte.

Operatori turistici state tranquilli, per adesso, a Portopalo la tassa di soggiorno non è stata ancora istituita.

Credo che il Consiglio Comunale, prima di approvare il regolamento, esaminerà quale sarà lo scopo, le motivazioni e l’introito effettivo di questo balzello.

Ne vale la candela!!!

27 luglio 2012

Santino Quartarone

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