ASPETTANDO IL DOMANI DI PORTOPALO.

da admin su mercoledì, 22 Maggio, 2013

il Comune è, e resta, anche nei momenti di difficoltà l’istituzione più vicina ai cittadini-elettori, l’ente  con il quale si instaura quotidianamente la relazione fornitore di servizi-utente, ma anche l’istituzione con cui realmente si può dialogare e collaborare.

A Portopalo, sembra che sia  già iniziata la campagna elettorale a poco più di un anno per l’elezione del sindaco. A cominciare a scaldarsi non sono solo i motori di pseudo gruppi di potere, ma pare, considerati gli avvenimenti che si  presentano in successione in questi ultimi tempi che evito di menzionare, ma soprattutto  gli spiriti, i veri caratteri di coloro che pretendono di conquistare l’appetibile poltrona di sindaco, insultando, denigrando e offendendo i personaggi che  ritengono possono dare  fastidio.

Penso che rispetto a quattro anni fa i portopalesi  abbiano tracciato un profilo differente, mutato i tratti d’immagine del sindaco ideale. Scendono di importanza, pur rimanendo in cima alla scala dei fattori di desiderabilità, tutti gli elementi legati alla sfera evocativa della figura del sindaco (indipendente, slegato dai partiti, autonomo, espresso dalla società civile, decisionista), per assumere peso e ruolo, tutti i fattori legati alla concretezza dell’agire, alla vicinanza con i cittadini, alla voglia di fare e alla cura del proprio territorio.

Vedo, sento, leggo, ascolto  di persone che passano intere serate a discutere con chi e contro di chi allearsi, a chi farla pagare, come vendicarsi, cosa spartirsi. I classici cacciatori che vendono la pelle dell’orso prima di averlo ammazzato. Non mettendo in conto non solo che non ammazzino l’orso ma che anche l’orso li può ammazzare.

A me piacerebbe che la politica fosse Politica,  che fosse democraticamente corale e partecipata, che si parlasse a tutti di idee e di progetti, di soluzioni, di programmi. Che per ogni difetto analizzato – se si analizzassero – ci fosse una soluzione. Mi piacerebbe che il paese ed il territorio fossero visti come una risorsa da governare e valorizzare, non come un bottino da spartirsi e da sfruttare.

A volte mi chiedo perché, nonostante  tanta passione nella politica, poi non abbia mai partecipato attivamente più di tanto alla politica.

Debbo confessare però che ogni volta che mi sento chiamato a partecipare, quando il mio senso civico mi tira per la giacca, quando le persone, le cose, le situazioni mi spingono a scendere in campo, in me si mette in moto, causa di ciò che accade attualmente, non solo nel nostro piccolo paese,  un senso di  pesante nausea.

Comunque, pare che si affievolisca l’ideale del Sindaco come uomo della strada, estraneo alla politica e ai suoi ritmi, e acquistano vigore gli attributi più concreti del fare quotidiano, dello “Amministrare come un Buon Padre di Famiglia” .

Un Sindaco deve saper ascoltare, è solo con l’ascolto e il confronto che si possono conoscere i bisogni delle persone. Deve capire, conoscere è il presupposto per capire, e capire è un bisogno, piuttosto che una situazione, e presuppone la capacità di porsi dinnanzi al proprio interlocutore senza barriere o senza steccati ideologici.

Quindi si rinviene,  in un ordine di importanza decrescente, ai primi posti la capacità di ascolto e di incarnare i valori del proprio territorio, seguono poi le caratteristiche progettuali e collaborative, quelle relative al coinvolgimento e alla tutela dei cittadini e infine quelle più marcatamente individuali e caratteriali.

A tutti coloro che leggeranno questo post,  chiedo:  quali sono le caratteristiche che un candidato a sindaco deve avere per essere un buon Sindaco?

N.B. – Non consideratelo come sondaggio.

Lì 22/05/2013                                Santino Quartarone

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