PORTOPALO HA BISOGNO DI UNA “AMMINISTRAZIONE CONDIVISA.”

da admin su sabato, 14 Dicembre, 2013

ATTESO CHE IN QUESTA AULA CONSILIARE ALEGGIA IL VUOTO –  CHE IL PROSSIMO ANNO SI ELEGGERANNO I NUOVI CONSIGLIERI COMUNALI  – CHI SARANNO COLORO CHE SI SIEDERANNO IN QUESTE POLTRONE A RAPPRESENTARE – CON DIGNITA’ E CAPACITA’ – I CITTADINI DI PORTOPALO ED IL LORO TERRITORIO.

In questi ultimi mesi, molti portopalesi, sfiduciati da come viene amministrato attualmente il Comune di Portopalo, si domandano e chiedono  perché loro, le imprese non vengono sentiti  e/o coinvolti in determinati decisioni di intereresse generale.

Un modo nuovo di amministrare una piccola comunità come Portopalo, cioè di perseguire l’interesse generale da parte di più soggetti  “Diversi”, può essere realizzato grazie ad un cambiamento fondamentale nel modo con cui tali soggetti si rapportano fra loro e con la realtà.

Credo che sono infatti  ormai mature anche a Portopalo le condizioni grazie alle quali all’interno del nostro sistema amministrativo, accanto al modello tradizionale di amministrazione, possa svilupparsi un altro modello, da pochi utilizzato, definito “Amministrazione condivisa”,  fondato sul principio di sussidiarietà orizzontale di cui all’art. 118, ultimo comma, della Costituzione.

La novità del nuovo modo di amministrare, credo che  stia tutta nel diverso rapporto fra politica, amministrazioni e cittadini (intendendo qui per cittadini anche le imprese).

Nel caso del modello tradizionale, politica e amministrazione si presentano rispetto ai cittadini come un unico blocco da essi separato e distinto quanto ad interessi perseguiti;

Nel caso dell’amministrazione condivisa, invece, politica, amministrazione e cittadini convergono nel perseguimento dell’interesse generale, secondo quanto previsto dall’art. 118, ultimo comma, della Costituzione.

I soggetti sono gli stessi sia nell’uno, sia nell’altro modello di amministrazione; quella che cambia completamente è l’impostazione del rapporto fra di loro.

Si passa:  – da un rapporto fra le istituzioni ed i cittadini di tipo verticale, bipolare, gerarchico ed unidirezionale,  ad uno orizzontale, multipolare, paritario e circolare;

-da un rapporto fondato sulla separazione e la reciproca diffidenza, ad uno fondato sulla comunicazione e la leale collaborazione;

-da un rapporto fondato sul trasferimento di risorse dal pubblico al privato ad uno in cui soggetti pubblici e cittadini mettono in comune le proprie risorse per affrontare insieme i problemi di una società sempre più complessa e sempre più difficile da amministrare.

Pertanto, per instaurare un rapporto diverso con i cittadini,  ritengo che sia necessario, innanzitutto,  intervenire  all’interno del Palazzo.

Ho sempre affermato,  ed oggi ne sono  più convinto, che per amministrare un paese  con efficienza, efficacia ed economicità  sia prioritaria cambiare, innovandola l’organizzazione della macchina comunale, che dovrà sempre più rappresentare in termini di nuova capacità di azione  le situazioni reali e le esigenze dei cittadini.

Quindi bisogna rendere operativa la struttura comunale in modo autonoma dall’amministrazione politica del momento: il diritto del cittadino non deve essere considerato come un favore.

Promuovere  le capacità e le professionalità dei dipendenti comunali  a tutti i livelli, utilizzando gli strumenti  economici a disposizione secondo la logica del “vero merito”.

E’ fondamentale che il personale comunale, per interagire con i cittadini sul principio di sussidiarietà orizzontale, deve  avere una  continua formazione, creando nuove motivazioni e valorizzando le potenzialità e lo sviluppo professionale.

Credo che sia importante l’incremento della qualità sul piano economico, sociale e culturale del nostro paese attraverso l’efficienza e la trasparenza dell’azione amministrativa, la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, la solidarietà sociale e la salvaguardia del nostro straordinario territorio.

E’ possibile attuare a Portopalo il modello di una “Amministrazione Condivisa”

Io credo di sì.

Portopalo 14 dicembre 2013

Santino Quartarone

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